Liquore all’assenzio: quando salute e piacere si incontrano

Aggiornamento: 9 apr 2021

l liquore all’assenzio è un distillato misterioso e affascinante. Attorno ad esso aleggia la leggenda di musicisti, scrittori e artisti parigini, diventati consumatori abituali per gli stati allucinatori che era in grado di produrre.

Dopo un periodo di messa al bando, il liquore all’assenzio è stato recentemente riabilitato e si può consumare senza alcun problema, purché prodotto secondo precise norme UE.




Ma, esattamente, cos’è l’assenzio? Facciamo un po’ di chiarezza: il liquore all’assenzio si ottiene dalla macerazione dell’Artemisia absinthium. Si tratta di una pianta alta fino a un metro che cresce spontanea in Europa, Asia e America Centrale, lungo il ciglio delle strade o a ridosso di mura. Di questa pianta si utilizzano sia le foglie sia il fiore. Da essa si ottengono tinture madri, distillati o decotti, ed è necessario rispettare rigorosamente le dosi per evitare pericolose intossicazioni.

L’uso dell’assenzio come pianta medicinale è molto antico e risale ad Assiri e Babilonesi che, principalmente, ne sfruttavano il potere digestivo. Anche Ippocrate, il padre della medicina, lo utilizzava come rimedio per diversi disturbi. Dal potere antinfiammatorio, l’assenzio è ottimo per la digestione, è considerato un vermifugo, ha una funzione protettiva nei confronti del fegato, inoltre attenua la nausea e i dolori muscolari di tipo spastico, compresi i dolori mestruali.


Liquore all’assenzio: il piacere che fa bene



Dalla macerazione e distillazione dell’artemisia si ricava un liquore verde amaro, l’assenzio, dalla gradazione alcolica piuttosto elevata e dalla storia burrascosa. Nell’Ottocento gli artisti parigini lo utilizzavano per indurre stati di allucinazione. Il suo colore verde e gli effetti dell’assenzio gli avevano meritato il titolo di “fata verde”.

Quindi, il liquore all’assenzio è allucinogeno? No, almeno non oggi. Riabilitato nel 1992, il suo consumo è garantito da dosaggi precisi e una preparazione rigorosa, che ne fanno un distillato sicuro e gradevolissimo, perfetto per favorire la digestione, stimolare dell’appetito e deliziare a fine pasto.

Come si beve l’assenzio? Visto che l’assenzio gradi ne ha fino a 70, normalmente non si beve puro, ma diluito in acqua e accompagnato da zucchero, per lo più in zolletta.

La qualità del liquore all’assenzio cambia da produttore a produttore, in base alle erbe associate nella distillazione e utilizzate per la colorazione. La base, però, è sempre la stessa: artemisia absinthium, semi di anice verde e finocchio.

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